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La politica estera dell’Iran secondo la visione del Capo SupremoIn un incontro tenuto domenica scorsa con i i funzionari del ministero degli esteri iraniano e i capi delle rappresentanze dell’Iran all’estero, il Capo Supremo della rivoluzione islamica, Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha definito l’opposizione alle politiche di potere, la difesa di musulmani e di nazioni oppresse e il sostegno all’Islam, tra i principi più importanti della politica estera della Repubblica Islamica.In una parte del suo discorso l’Ayatollah Khamenei ha sottolineato che le basi della politica estera iraniana sono gli stessi obbiettivi, perseguiti a livello regionale e globale, che emersero 25 anni fa da quel grande, profondo e duraturo fenomeno che è la Rivoluzione Islamica. Con la vittoria della Rivoluzione Islamica è sorta la Repubblica Islamica, basata sull’opposizione di politiche egemoni ed il sostegno alle nazioni oppresse. “Facendo affidamento sulla religione come modello di governo e la volontà della nazione iraniana come nuovo modello di potere, la Repubblica Islamica dell’Iran si è contrapposta al sistema materialista occidentale e alla democrazia liberale. Come ha detto il Capo Supremo, la vittoria della Rivoluzione Islamica e la nascita della Repubblica Islamica hanno avuto un impatto duraturo sui musulmani del mondo, distruggendo le loro paure di super potenze e diffondendo consapevolezza tra loro. Tale evento ha disturbato la bilancia di equazioni politiche di potenze egemoni mondiali. Perciò gli USA tentano di prevenire un risveglio delle nazioni e la caduta della sua potenza colonialista nel mondo. Nonostante i suoi sforzi, gli USA hanno fallito nel cambiare la sempre crescente tendenza, di opposizione globale alle sue politiche. L’opinione pubblica mondiale continua ad opporsi alla politica USA e l’odio della gente nei confronti delle politiche americane può essere visto in ogni angolo del mondo, inclusi Iraq e Afganistan. Questa questione ha praticamente isolato gli USA creando le premesse per un odio a livello internazionale. Il fatto sta, che uno dei motivi per il quale l’America svolge una politica di ostruzionismo e di pressione contro l’Iran, è quello di combattere l’impatto (negativo per l’America) della Rivoluzione Islamica sulla politica dominante degli USA nella regione. La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre chiamato alla pace e la sicurezza nel mondo e in nome di tale principio, ha sempre adottato una politica trasparente per quello che concerne la lotta al terrorismo, armi di distruzione di massa, diritti umani e la difesa dei diritti delle nazioni. Per questa motivo, mentre si pone a modello per altri paesi, l’Iran non si risparmia nella difesa degl’ideali e dei valori della Rivoluzione Islamica 16 agosto 2004
Il Capo Supremo in preghiera per Sistani e l’Iraq
Tehran-12 agosto. IL Capo Supremo della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyed Ali Khamenei, ha mandato un messaggio all’Ayatollah Sistani e pregato per la sua salute. Imam Khamenei ha espresso profonde preoccupazioni per la malattia dell’Ayatollah Sistani. Egli lo ha definito come sostegno spirituale del popolo iracheno. Imam Khamenei ha acclamato il ruolo dell’Ayatollah Sistani in Iraq e detto che “pregare per la tua salute è pregare per la felicità del popolo iracheno”. Il Capo Supremo ha anche pregato per la liberazione del popolo iracheno e la fine dell’occupazione dell’Iraq.
"Il popolo iracheno non lascerà che queste atrocità rimangano impunite".
In un incontro con gli addetti culturali all’estero affiliati all’ Organizzazione per la Cultura e le Relazioni Islamiche, il Capo Supremo ha chiamato la comunità internazionale affinché fermi la violenza nella città santa di Najaf “La
situazione è tale che il dispotismo oscurante è diventato dominante. Di
sicuro, il dispotismo globale terminerà presto, i segni di una sua
imminente caduta sono evidenti” ha detto la Guida Suprema. Gli USA hanno iniziato a far scorrere il sangue in uno dei luoghi più santi dei musulmani. Il popolo iracheno non lascerà che queste atrocità rimangano impunite”. “Il presidente americano senza alcuna vergogna dichiara di appoggiare la democrazia mentre vengono perpetrati massacri in Iraq e Najaf. Lo scandalo delle prigioni di Abu Ghraib è venuto alla luce, e l’interferire degli americani nella formazione del Consiglio Governativo Iracheno è la causato di un altro scandalo” ha affermato l’Ayatollah Khamenei Il Capo Supremo ha poi rimproverato la comunità internazionale per essere rimasta in silenzio d’avanti alle atrocità americane in Iraq. In un altra parte del suo discorso, il Capo Supremo ha detto che l’ideologia islamica si oppone all’ideologia materialista liberal democratica, aggiungendo che quest’ultima gode di una potente meccanismo propagandistico ed un grande sostegno, militare politico ed economico. “La democrazia liberale ha portato la sovranità del denaro e della forza e l’ingiustizia sociale degradando il concetto di umanità e di valori etici. Al contrario la Repubblica Islamica dell’Iran ha mostrato come in pratica si può creare una società basata sulla moralità. Una società che segue l’orma del progresso scientifico e tecnologico e dove la gente vive una vita felice”. “La Repubblica
Islamica dell’Iran ha trovato posto nei cuori delle nazioni islamiche e si
è contrapposta alla democrazia liberale occidentale”, ha egli affermato.
Tehran- 2004/08/07,19:27 Il Capo della rivoluzione Islamica Imam Ali Khamenei ha definito deplorevole lo spargimento di sangue e l’uccisione in massa d’ iracheni nella città santa di Najaf. Egli ha parlato durante una cerimonia nella quale si celebrava la nascita di Hazrat- Fatima Al-Zahra (as), la benamata figlia del Santo Profeta Mohammad (s). Imam Khamenei ha affermato che lo spargimento di sangue nella città di Najaf è indice della bramosia delle forze d’occupazione in Iraq. “Le superpotenze non rispettano i valori culturali di altre nazioni né i diritti umani e la loro indipendenza nazionale” ha dichiarato l’Imam Khamenei. “L’America si trova in un vicolo cieco in Iraq. È caduta in una trappola, proprio come un lupo. Essa tenta d’impaurire il popolo iracheno con le sue zampe, ma la determinazione del popolo iracheno nel difendere il proprio paese non permetterà all’America di ingoiare l’Iraq in un sol boccone” ha egli dichiarato.
IL Capo Supremo esorta i giovani a sviluppare affinità con il Santo Corano Tehran-2004/07/20,19:56 Il Capo supremo della Rivoluzione Islamica Seyyed Ali Khamenei, ha incitato i giovani a promuovere affinità con il Santo Corano, rilevando che per usare l’inesauribile sorgente del Corano c’è bisogno di purezza spirituale e di una perpetua relazione con questo Libro.
In un incontro con studenti di talento, Ayatollah Khamenei ha affermato che la memorizzazione del Santo Corano e del suo significato fa crescere l’amore verso questo Libro Sacro.
Il leader ha inoltre sottolineato che gli anni della gioventù sono i migliori anni nella vita di qualsiasi individuo per comprendere il significato dei versi del Corano e dei simboli divini in esso espressi. Nel definire i giovani di talento, un assetto per la nazione, l’ Ayatollah Khamenei ha chiamato tutti gli studenti alla vigilanza contro i complotti del nemico, esortandoli ad aumentare la propria conoscenza in modo da poter meglio servire la nazione. Imam Khamenei ha affermato che la scuola di stato deve aiutare gli studenti a sviluppare le loro capacità. Il Capo supremo ha aggiunto che i giovani iraniani hanno raggiunto sicurezza di se e coraggio per diventare una forza scientifica a livello mondiale.
Khamenei incontra i responsabili della Fondazione dell'Enciclopedia Islamica.
Il Capo supremo della Rivoluzione Islamica Ayatollah Seyyed Ali Khamenei ha dichiarato che l’Iran è stato alla sommità della cultura e della civiltà prima dell’avvento dell’Islam e che tutte le nazioni islamiche sono indebitate con la civiltà ed i traguardi scientifici degl’iraniani.
In un incontro con il Consiglio della Fondazione dell'Enciclopedia Islamica, il Capo Supremo, ha detto che l’Iran è stata la culla della civiltà e della conoscenza ed uno dei centri da dove è sbocciata la cultura islamica.
“La compilazione di un Enciclopedia Islamica rappresenta un grande e necessario lavoro. Il risultato sarà un Enciclopedia Iraniana e Islamica, i due aggettivi sono inseparabili” ha detto la Guida Suprema.
Egli ha ringraziato la Fondazione Enciclopedia Islamica Bojnourdi, ed il consiglio addetto alla compilazione di questa pietra miliare, esortandoli ad osservare i più alti standard internazionali in questo lavoro.
Il Capo Supremo ha chiamato alla collaborazione tutti i più illustri studiosi dell’Iran nella compilazione dell'Enciclopedia esortando ad avere contatti metodici con i centri di ricerca scientifica nel mondo, in modo da aggiornare le registrazioni in consonanza con i valori islamici. “Il risultato deve avere un valore, deve essere un enciclopedia di prestigio che esprima i valori islamici”. L'Ayatollah Khamenei ha raccomandato la Fondazione di sponsorizzare anche altri dizionari specialistici in differenti rami della scienza, cultura e tecnologia, non solo in lingua persiana ma anche in altre lingue. “La nazione Iraniana merita di dimostrare la sua superiorità in campo culturale” ha detto la Guida Suprema. Il responsabile della Fondazione aveva brevemente ragguagliato il Capo Supremo, sugli sforzi che la Fondazione sta facendo nel compilare questa enciclopedia. Bojnourdi ha detto che l'Enciclopedia sarà pubblicata in lingua persiana, araba e inglese in 30 volumi Tehran 2004/06/15 - IRNA
Imam Khamenei: "Le torture nelle carceri di Abû Guraib: Risultato inevitabile dell'allontanamento del potere politico dalla morale ed dai valori umani".
giorni 3 e 4 di giugno del 2004 si sono celebrate le cerimonie del quindicesimo anniversario della scomparsa dell'Imam Khomeyni (ra), il fondatore della Repubblica Islamica dell'Iran, nel suo puro santuario, con la presenza di milioni di persone di differenti settori della società, funzionari di Stato e militari, pensatori e intellettuali del mondo islamico ed inviati stranieri di tutte le parti del mondo. Queste splendenti cerimonie, hanno contato anche la presenza dei rappresentanti dei tre Poteri dello Stato e del Presidente del "Consiglio della Determinazione e della Convenienza del Sistema". Milioni di visitatori musulmani, nel rinnovare il loro impegno con gli ideali dello scomparso Imam, hanno confermato la loro continuità nel suo sentiero illuminato. In queste cerimonie che sono state accompagnate dal dolore e dal lamento dei recitatori dei poemi dell'Ahl-ul Bait (as), gli innamorati di Rûhul·lah (“Lo Spirito di Dio”) nel quindicesimo anniversario della sua scomparsa piangono l'assenza del loro maestro, e un'altra volta, come quindici anni fa, ripetono il lamento: "Oh Imam!". Il giovedì ed il venerdì, il santuario dell'Imam Khomeyni (ra), mediante la presenza entusiasta della gente accorsa alle cerimonie, è diventato una splendente scenario di manifestazione della lealtà del popolo dell'Iran agli ideali del compianto Imam (ra). L'agenzia di informazione della Repubblica Islamica ha riportato che in questa eccezionale riunione la Grande Guida della Rivoluzione Islamica, illustrando i pilastri della scuola politica dell'Imam Khomeyni, ha sottolineato l'inaccettabilità della sottomissione della nazione dell'Iran: “Nonostante tutti gli sforzi dei centri dell'arroganza mondiale, l'Imam e la sua scuola politica sono vivi nella comunità islamica e nelle società umane; saranno inoltre una fonte di grandi e durevoli effetti in Iran e nel mondo." La grande Guida della Rivoluzione, segnalando il risultato dell'Imam Khomeyni nell'edificazione del regime islamico e nel concretizzare la propria scuola politica, ha aggiunto: “La scuola dell'Imam contiene parole nuove delle quali l'umanità è sempre assetata e che mai saranno superate." Nell'illustrare i pilastri della scuola politica dell'Imam, ha fatto riferimento all'inseparabilità della politica dalla spiritualità, aggiungendo: “Dal punto di vista dell'Imam, la politica e la gnosi, il potere e la morale, si trovano legati, e questo criterio e pilastro, è diammetralmente opposto alla vecchia politica degli occidentali basata sulla separazione tra religione e politica e nella dissociazione tra il potere e la morale e la spiritualità." L'Ayatollah Khamenei considerando il fatto di agire in base alle disposizioni divine come il principale motivo di tutti gli sforzi ed atti realizzati dall'Imam, ha affermato: "L'Imam considerava l'agire in base ai doveri divini come la chiave della prosperità e per questo motivo in nessuna circostanza mollò, nè perse la speranza, nè titubò, nè tremò, nè languì, finchè basandosi sulla legge islamica, raggiunse il trionfo in differenti ambiti.” Egli ha considerato il fenomeno dell'imperialismo, i governi dispostici e marxisti, gli assetati di potere e la propagazione di differenti tipi di corruzione invidivuali e sociali, come conseguenze tangibili dello scontro della società occidentale con la spiritualità e la morale e la separazione della politica e del potere dalla religione; dicendo: “Le torture ad Abû Guraib ed in altre prigioni in Irak che in questi giorni hanno sprofondato l'umanità nella costernazione, sono il risultato inevitabile dell'allontanamento del potere dalla morale e dai valori umani." La grande Guida della Rivoluzione ha considerato la credenza radicata e sincera nel ruolo che svolge il popolo, come il secondo dei pilastri della scuola politica dell'Imam Khomeyni, dicendo: “Nella prospettiva dell'Imam, il governo popolare è stato tratto dal grembo della religione islamica e non dalle scuole occidentali, ed è per questo che, nella scuola politica dell'Imam, la gente possiede tanto valore e dignità, oltre ad avere un ruolo determinante nell'amministrazione della società." A questo stesso riguardo ha detto: “Nel reale governo popolare che l'Imam fondò, l'opinione e l'aspirazione del popolo, oltre al profondo effetto che ha sull'amministrazione della società, offre al sistema politico una solida base. L'Imam, appoggiandosi sulla forza e sulla ferrea volontà del popolo, si levò di fronte a tutti i poteri mondiali.” La grande Guida della Rivoluzione ha definito la democrazia invocata dagli USA come una trappola ed un inganno, dicendo: “Il presidente degli USA sfacciatamente dichiara che incombe sugli uomini la responsabilità del messaggio della democrazia e dei diritti umani, mentre proprio in questi giorni gli abitanti del pianeta hanno ben osservato quali sono i diritti umani nella prospettiva statunitense nell'avallo ai crimini di Sharon, al comportamento sprezzamte verso i popoli della Palestina, dell'Irak e dell'Afghanistan, e le torture inumane nelle carceri di Abu Guraib e Guantánamo.” L'Ayatullah Khâmeneî ha affermato che la visione universale costituisce il terzo pilastro della scuola politica dell'Imam Khomeyni, dicendo: “L'Imam cercava la grandezza, l'indipendenza e la dignità non solo per la nazione dell'Iran ma per tutta la comunità islamica ed anche per tutta l'umanità. Certamente, a differenza di coloro che propugnano il loro preteso messaggio globale mediante l'invio di truppe in altri paesi, la tortura, il terrore ed il crimine, l'Imam spiegava ed esponeva correttamente i suoi propositi alle menti dei musulmani e degli abitanti del pianeta, ed invitava i popoli a rispettarsi e adacquisire una coscienza." La Guida ha inoltre considerato il rinvigorimento del popolo palestinese, la vittoria del popolo libanese sull'esercito del regime sionista, il sentimento di grandezza delle masse islamche e la fiducia in se stessi dei pensatori, giovani e intellettuali musulmani, come risultato della visione universale dell'Imam Khomeyni: “In base alla scuola dell'Imam, nessun musulmano può rimanere indifferente davanti alle situazioni strazianti dei palestinesi e agli altri crimini dell'imperialismo nel mondo." La grande Guida della Rivoluzione ha considerato come quarto pilastro della scuola politica del fondatore della Repubblica Islamica dell'Iran, la custodia dei valori, dicendo: “Spiegare correttamente la Wilayah del Faqih (o supremazia del sapiente giurisperito) è considerata una manifestazione della custodia dei valori islamici da parte dell'Imam Khomeyni." L'Ayatullâh Khâmeneî, alludendo alle interpretazioni erronee e alle maliziosa propaganda sorta sin dal trionfo della Rivoluzione Islamica, e che continua a tutt'oggi, in relazione al tema della Wilâyah del Faqîh, ha detto: “I nemici ed un gruppo che si sente attratto da essi, cerca di qualificare falsamente la Wilâyah del Faqîh come un governo assoluto di un'unica persona, ma in realtà la Wilâyah del Faqîh, in base alla Costituzione, non annulla le responsabilità degli organismi del sistema, fin quando le responsabilità dei differenti apparati governativi non meritino di esser eliminati." Egli, considerando la posizione della Wilâyah del Faqîh come quella della“ingegneria del sistema, per impedire la tendenza verso la destra o verso la sinistra e proteggere l'orientamento corretto del paese", ha sottolineato che: “La Wilâyah del Faqîh, a differenza di alcune interpretazioni, non è un argomento meramente burocratico che non attribuisce responsabilità al ruolo dei poteri esecutivo, legislativo e giudiziario, ma consiste nella custodia e nella vigilanza del cammino generale del sistema verso la realizzazione di obiettivi eccelsi." L'Ayatollah Khamenei ha affermato che la prospettiva dell'Imam riguardo alla Wilâyah del Faqîh è estratta dalle viscere del fiqh o giurisprudenza islamica, dicendo: “In tutti i periodi della storia della Shî‘ah, i grandi giuristi hanno riconosciuto la Wilâyah del Faqîh come una delle questioni fondamentali della giurisprudenza islamica, ma non ebbero l'opportunità di porla in pratica.” Sottolineando che la Wilâyah del Faqîh si basa su determinate caratteristiche religiose e sulla volontà popolare, ha detto: “La conoscenza, il timore di Dio e la perspicacia, sono le caratteristiche principali della Wilâyah del Faqîh, poichè la conoscenza prepara la comprensione, il timore di Dio infonde coraggio al Walî al-Faqîh e la percezione garantisce gli interessi ed i vantaggi del paese e del popolo.” Sottolineando l'importanza senza paragone delle caratteristiche e dei criteri menzionati, ha detto: “Se la persona che si assume questa responsabilità estremamente gravosa ed importante perde qualcuno di questi criteri, non è più il Walî al-Faqîh, anche se tutta la gente ancora lo riconosce come tale." L'Ayatullâh Khâmeneî, nel descrivere il ruolo che ricopre il popolo nella questione della Wilâyah del Faqîh, ha detto: “Colui che possiede la conoscenza, il timore di Dio e la perspicacia, è eletto dalla gente attraverso il Consiglio degli Esperti (khubregân). Questo diritto di elezione lo possiede il popolo.” Egli ha considerato questa felice combinazione tra le caratteristiche religiose e l'appoggio del popolo che troviamo per l'incarico più importante del sistema, cioè la Wilâyah del Faqîh, risultato degli sforzi dell'Imam Khomeyni, ed ha aggiunto: “E' naturale che i nemici della nazione siano scontenti di questa istituzione , e che sempre e in ogni occasione, attacchino la Wilâyah del Faqîh.” La Guida della Rivoluzione Islamica ha considerato la giustizia sociale come il quinto pilastro ed una delle più importanti linee della scuola politica dell'Imam, dicendo:"La giustizia sociale deve disporsi come un principio nelle norme, nelle azioni amministrative ed in tutti i piani del governo, ed il colmare i vuoti tra gli strati sociali deve esser oggetto di attenzione nella marcia di tutti gli apparati dello Stato, uno dei più importanti ed ardui compiti dei funzionari." L'Ayatullâh Khâmeneî, sottolinendo la lealtà della nazione dell'Iran con la scuola política dell'Imam Khomeinî, ha detto: “Il continuo sviluppo del regime islamico e del popolo dell'Iran negli ultimi venticinque anni, è dovuto a questa lealtà ed ogni luogo in cui vi sono insufficienze e mancanze, ciò è frutto della trascuratezza di alcuni funzionari." Ayatollah Khamenei ha considerato la nazione dell'Irán come il portastendardo dell'Islam, della valenza, del rinnovamento politico, dello sforzo e dello sviluppo, dicendo:"Malgrado tutte le sue azioni, il nemico non può oscurare i differenti risultati della nazione dell'Iran e del regime islamico; e con la grazia del Creatore il processo di sviluppo della nazione dell'Iran continuerà con maggiore celerità." La grande Guida della Rivoluzione Islamica, sempre a riguardo, ha detto: “Per affrontare l'Iran con la sua posizione di portastendardo nel mondo islamico, gli USA hanno cercato di presentare i talebani davanti all'opionione pubblica dei musulmani, come una falsa e completamente erronea copia di quello che è un regime islamico, ma questa caricatura grottesca non ha potuto sradicare la bandiera dell'Islam dalle mani della nazione dell'Iran, poichè questa si trova all'avanguardia della religiosità e dell'affidamento nell'Islam.” L'Ayatullâh Khâmeneî, sottolineando come la Repubblica Islamica eviti di suscitare dispute e tensioni, ha affermato: "Noi, nel momento in cui proteggiamo la nostra indipendenza totale, non cerchiamo confilitti, ma ci opponiamo all'oppressione e riaffermiamo il nostro appoggio all'oppresso. Per questo condanniamo con durezza i crimini dei sionisti in Palestina con l'appoggio degli USA." Rifiutando le affermazioni degli USA sull'intromissione dell'Iran nelle vicende irachene, ha detto: “Noi crediamo che l'opinione del popolo dell'Irak sia quella di determinare autonomamente il destino del proprio paese.” L'Ayatollah Khamenei, riferendosi alla guida religiosa e politica in Irak, ha detto: “In Irak esistono molti pensatori nell'ambito culturale, religioso e político, e crediamo che gli invasori dell'Irak non abbiano il diritto di designare una sola persona come funzionario." L'Ayatullâh Khameneî, facendo riferimento al disastro degli USA in Irak, ha affermato che: "Gli invasori affrontano giorno dopo giorno maggiori problemi, e dovranno abbandonare l'Irak senza rimanervi un giorno di più.”
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