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 Afganistan - L’ennesimo attentato kamikaze dei taleban, in un centro di addestramento della polizia afghana a Tirinkot, nella provincia meridionale di Uruzgan, si è concluso ieri con un bilancio di 25 morti e diversi feriti. L’inverno non ha attenuato gli attacchi, che sono divenuti ormai routine quotidiana. Anzi, paradossalmente

 ONU - El Baradei, direttore generale dell'Aiea, plaude alla volonta' di Barack Obama di dialogare con l'Iran sul programma nucleare. In un'intervista, si dice convinto che per ristabilire la fiducia fra Usa e Iran e' necessario 'un dialogo diretto'. La prossima settimana avra' luogo in Germania la prima riunione, dopo l'insediamento di Obama, del gruppo 5+1 (i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu + la Germania) sul nucleare iraniano.

Gran Bretagna - Hamas deve essere coinvolto nel processo di pace perché la politica d'isolamento di Gaza non può funzionare. È quanto sostiene l'ex premier britannico Tony Blair in un'intervista al «Times». Oggi inviato del Quartetto- l'entità diplomatica che riunisce Usa, Onu, Russia e Ue, e sponsorizza il processo di pace- Blair afferma che la strategia d'isolamento di Gaza mentre si cerca di creare uno stato palestinese in Cisgiordania« non ha mai funzionato e non funzionerà».«La mia predisposizione -ha aggiunto- è che in una situazione come questa bisogna parlare con tutti».

 
Italia  -  La via della pacificazione - Lo scorso 23 giugno è stata presentata una proposta di legge per istituire l’ “Ordine del Tricolore”, un’onorificenza per tutti i combattenti italiani della seconda guerra mondiale, compresi i reduci della Repubblica Sociale Italiana.

 
Italia -  “E, infine, la memoria, la nostra memoria di paese di emigranti, attraversata da Domenico Iannacone, nel racconto di quei bambini che negli anni ’60 venivano nascosti tra le coperte e portati in Svizzera da clandestini. Donne e uomini che oggi raccontano quell’odissea per alcuni durata anche anni. Dovevano restare fantasmi agli occhi di tutti, spesso anche dei parenti. Bambini che non dovevano camminare in casa con le scarpe, che non potevano ascoltare la radio, tantomeno uscire, andare a scuola, giocare all’aperto. Lasciati in casa da soli tutto il giorno, con le finestre chiuse.”         “ il manifesto


 
Gaza -  I bombardamenti dell’entità sionista, oltre a ridurre la città in terra lunare, hanno causato,.oltre 1400 morti in maggioranza civili - dei quali 400 bambini- e 5000 feriti, all’improvviso il silenzio colpevole si è rotto ed è arrivata l’uscita esplicita quanto inaspettata nell’intervista a The Times: «Hamas deve essere coinvolto nel processo di pace». Insomma, punto e a capo. Ma non era meglio dirlo prima degli indiscriminati bombardamenti?
Lo ha affermato Tony Blair lo scorso sabato proprio a ridosso della missione dell’inviato di Obama in Medio Oriente, George Mitchell. To A dimostrazione che non solo con i  cosiddetti «terroristi» di Hamas  si tratta ma che, se è necessario per la pace, si portano gli stessi “terroristi” (leggi, “combattenti per la libertà della propria terra”) al governo. È una presa di posizione destinata ad avere un peso rilevante mentre la tregua unilaterale, tra Hamas e l’entità sionista, dura da due settimane ma è fragilissima e sempre violata. ripetutamente con raid aerei israeliani che colpiscono ancora i civili e i «famigerati» tunnel che permettono però di spezzare l’embargo della Striscia.
Al di là dell’intenzione di coinvolgere Iran e Siria, Blair insiste su tre argomenti:l’operazione di isolare Gaza dal contesto palestinese è destinata al fallimento; vista la situazione «bisogna parlare con tutti»;  Hamas, non si può non averlo come interlocutore in quanto rappresenta il «potere di fatto a Gaza».

 
Usa - L’ex presidente Usa Jimmy Carter solo nove mesi fa in missione in Medio Oriente, ha dichiarato che non si può ignorare Hamas. Parole in contrasto con le affermazioni del “nostro” ministro Frattini, che ora minaccia di non dispiegare i carabinieri al confine con l’Egitto perché «Hamas ha ancora il potere a Gaza» (sic). Intanto le parole di Blair trovano seguito sul campo,.Hamas offre una tregua di un anno a condizione che siano riaperti I valichi invece sempre più blindati militarmente. E la disponibilità di Hamas apre contraddizioni dentro il governo sionista impegnato a gestire elettoralmente le macerie della Striscia, e dentro il campo palestinese indeciso tra l’unità interna e il feticcio di una Autorità (Abu Mazem e soci) che non esiste più.


Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso

Cade in questa anno il 61esimo anniversario della tragedia del popolo palestinese, iniziata nel 1947 con la sua espulsione dalla propria terra: la PALESTINA NEL 1948, nei territori palestinesi occupati in seguito alla proclamazione del cosiddetto "stato d'israele" in seguito ad una politica di sangue, fatta di omicidi, distruzioni di villaggi ed altre infamie, seminata da organizzazioni terroristiche sioniste, le popolazioni locali furono costrette alla fuga e sostituite con insediamenti composti in gran maggioranza da gente venuta da diverse parti del mondo.
Da allora � trascorso pi� di mezzo secolo � nulla � cambiato per il popolo palestinese, vittima di una occupazione militare: la prima, nei territori occupati nel 47, la seconda, nel 67 (guerra dei 6 giorni). Nonostante il colpevole silenzio della maggioranza dei mass media, continuamente ci giungono, attraverso testimoni oculari notizie di episodi di intolleranza, di soprusi da parte del governo sionista in Palestina, compresa la cosiddetta Striscia di Gaza, in teoria libera ma in realt� soggetta alle scorrerie dell'esercito sionista, ogni volta che esso lo ritiene opportuno.
Soprusi, spesso denunziati anche da quegli ambienti ebraici, che dentro e fuori la Palestina con coraggio,spesso anche a rischio della propria incolumit� fisica, difendono i diritti del popolo palestinese.
Il mondo islamico, e tutti gli amanti della libert� e della giustizia, dedicanol'ultimo venerd� del mese di Ramadan alla Palestina occupata.
In questo giorno, viene celebrata "La giornata di Qods", istituita dall'Imam Khomeyni, all'indomani della vittoria della Rivoluzione Islamica in Iran, per ricordare la situazione in cui giace il popolo della Palestina, con la speranza che un giorno sorga uno Stato Palestinese veramente libero al cui interno ebrei e palestinesi possano vivere assieme in un'atmosfera di pace e di reciproco rispetto .
Esprimiamo la nostra solidariet� al popolo palestinese ed a tutti coloro che nel mondo sono vittime dell'ingiustizia, della discriminazione e dello sfruttamento dell'uomo su l'uomo.

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